
Per giorni il governo ha ripetuto lo stesso concetto: “l’Italia non è in guerra”.
Una frase rassicurante, ripetuta nelle conferenze stampa e nei dibattiti politici per calmare le preoccupazioni degli italiani.Poi arriva la notizia che cambia tutto. Una base militare in Kuwait dove operano anche militari italiani è stata colpita da un attacco con drone. Il bersaglio è stato un hangar all’interno della struttura militare utilizzata dalla coalizione internazionale. Nell’esplosione è stato distrutto un velivolo a pilotaggio remoto utilizzato dalla task force italiana impegnata nelle operazioni nell’area del Medio Oriente.
Per fortuna non ci sono stati feriti.I militari italiani si trovavano già nei bunker di sicurezza al momento dell’attacco.
Ma il punto non è solo questo.
Il punto è la domanda che molti italiani stanno iniziando a farsi. Se una base dove operano i nostri soldati viene attaccata, siamo davvero così lontani da una guerra come ci viene raccontato?
Nella base kuwaitiana sono presenti centinaia di militari italiani, impegnati nelle missioni internazionali e nelle operazioni della coalizione contro il terrorismo. Una presenza militare che da anni viene descritta come una semplice “missione di supporto”. Eppure oggi quella missione è finita nel mirino di un attacco armato. Il governo rassicura: nessuna vittima, situazione sotto controllo.
Ma nel frattempo la tensione in Medio Oriente continua a salire e le basi occidentali nella regione sono diventate obiettivi sempre più frequenti. Ed è proprio qui che nasce il dubbio. Perché mentre ai cittadini viene ripetuto che l’Italia non è coinvolta nel conflitto, la realtà è che soldati italiani si trovano in basi che possono essere attaccate da un momento all’altro. La linea tra “missione internazionale” e conflitto vero e proprio diventa così sempre più sottile.
E allora la domanda diventa inevitabile:quando iniziano a colpire le basi dove sono presenti i nostri militari… possiamo davvero continuare a dire che non siamo in guerra?
O forse la guerra esiste già, ma semplicemente non viene chiamata con il suo vero nome?
Il dibattito è aperto. E questa volta riguarda tutti.
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