
Una bambina di appena quattro anni entra in ospedale con la febbre. I genitori sono preoccupati, fanno quello che qualsiasi mamma e papà farebbero: corrono al pronto soccorso per capire cosa stia succedendo alla loro piccola.Succede a Rimini.
Secondo le prime ricostruzioni, la bambina — una piccola di origine ucraina — viene portata al pronto soccorso pediatrico dell’ospedale con febbre alta comparsa nel pomeriggio.
I medici effettuano gli accertamenti e le somministrano un farmaco antipiretico. La temperatura scende, gli esami sembrano nella norma. Così, poco dopo mezzanotte, arriva la decisione: dimissioni e ritorno a casa. Ma la notte si trasforma in un incubo.
Le condizioni della bambina peggiorano improvvisamente. I genitori, terrorizzati, la riportano di corsa in ospedale. Questa volta però la situazione è disperata.
All’alba, nel pronto soccorso, la piccola muore. Quattro anni. Un’età in cui si dovrebbe pensare solo ai giochi, alle favole prima di dormire, ai cartoni animati. Non certo a una corsa disperata in ospedale.
Ora la Procura vuole capire cosa sia successo davvero. È molto probabile che venga disposta l’autopsia per chiarire le cause della morte e verificare se si sia trattato di una tragedia imprevedibile oppure se qualcosa, nella catena delle decisioni mediche, non abbia funzionato.
E qui nasce la domanda che molti si stanno già facendo. Com’è possibile che una bambina venga dimessa dal pronto soccorso e poche ore dopo muoia? È stata una fatalità? Un’infezione fulminante? Oppure qualcosa è stato sottovalutato?
La sanità italiana è piena di medici straordinari che salvano vite ogni giorno. Ma storie come questa fanno riemergere un dubbio che molti cittadini hanno da anni: pronto soccorso sovraffollati, personale stremato, tempi strettissimi per visitare i pazienti.
In queste condizioni, il rischio di sbagliare aumenta.
E quando a pagare è una bambina di quattro anni, il dolore diventa rabbia. Adesso toccherà alla magistratura stabilire la verità.
Ma una cosa è certa: per due genitori, quella verità arriverà comunque troppo tardi.
Perché la loro bambina non tornerà più.
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